sabato 9 marzo 2013

Campagna Scarpe & Cervello 2013

La fortezza FVG: dai paesaggi della guerra fredda alle aree militari dismesse





La Fortezza si erge all'orizzonte isolata, in terra di frontiera. Una frontiera morta, ormai, priva di pericoli e di minacce. Davanti, a nord, c'è il deserto, "pietre e terra secca, lo chiamano il deserto dei Tartari", perché un tempo, molto lontano, pare fossero i Tartari a minacciare il confine.La Fortezza è un edificio inospitale, le sue mura sono tetre, il paesaggio intorno brullo, desolato, riarso.
                                                                                                 Dino Buzzati, Il deserto dei Tartari
Oggi la dissoluzione della grande infrastruttura militare, costruita come una poderosa trincea nei confronti del comunismo dilagante oltreconfine, pone molti interrogativi sul significato e sui tempi di un riuso di ampie porzioni del territorio per qualche decina di anni separate e funzionalizzate per gli scopi militari.
Con quali tempi il territorio riassorbirà l’infrastruttura militare oggi in gran parte abbandonata? Il Friuli Venezia Giulia è stata la regione italiana militarizzata per eccellenza, ma oggi lo svuotamento e gli abbandoni avvengono con la più inconsapevole disattenzione dell’opinione pubblica.
I siti abbandonati sono centinaia e almeno duecento sono già stati venduti o trasferiti ad altri enti.
Con quali risultati si sono operati i primi riusi? Quali problemi ci sono nel ridefinire le funzioni delle aree militari abbandonate? Quali proposte ci sono per recuperare i brani più importanti e testimoniali della non dimenticata guerra fredda? La regione delle caserme si sta trasformando in quella delle macerie e dei boschetti che avvolgono quelle che un tempo erano le caserme nelle quali intere generazioni di italiani hanno sprecato parte della loro vita attendendo “tartari” che non sono mai arrivati.
Il disegno delle dismissioni resta privo di significato così come è difficile ricostruire il quadro dei presidi militari e delle ragioni difensive espresse da una non chiara geografia e categorizzazione dei siti. Caserme, poligoni, osservatori, polveriere, magazzini, si confondono nella diffusione insediativa del secondo dopoguerra.
Per capirci qualcosa di più Walter Coletto ha individuato su Google circa duecento luoghi dismessi citati nei due decreti predisposti dal ministero della difesa. In realtà i luoghi abbandonati sono molti di più e il nostro amico ha predisposto un semplice meccanismo per completare la geolocalizzazione delle aree militari dismesse presenti in regione (Vedere il post che segue).
Con questo strumento chiunque potrà inserire e rendere evidenti aree o poligoni non più utilizzati e suscettibili di trasformazioni future. L’intento è quello di rendere evidente come questo processo di abbandoni sia esteso, complesso e privo di una regia.
Se la scelta di costruire i siti militari sottendeva a una politica magari non esplicitamente espressa, in modo del tutto opposto, il fenomeno di restituzione dei luoghi abbandonati non è oggetto di alcuna regia e si muove su un piano del tutto improvvisato per non dire anarchico. Non bastasse la crisi economica rende ancora più difficile pensare a logiche di riutilizzo di ampie strutture che molto spesso sono localizzate in aree periferiche. È interessante indagare questo importante processo di smilitarizzazione regionale. Contemporaneamente cercare di chiarire alcune delle logiche del disegno di segno opposto, quindi progettuale, impostato dopo la seconda guerra mondiale. Chi ha militarizzato la regione lo ha fatto seguendo una logica priva di connessioni con la geografia e le spazialità del Friuli Venezia Giulia? Oppure gli spazi e anche il paesaggio sono stati in qualche modo interpretati da militari ben consci dell’importanza strategica della conoscenza dei luoghi?
Le aree militari si pongono all’interno di territori in cui le trasformazioni paesaggistiche degli ultimi cinquanta anni hanno radicalmente mutato il rapporto tra recinti militari e spazi esterni. La lettura del problema delle aree dismesse sarà quindi letto contestualmente a quello delle trasformazioni del paesaggio.

                                                                                                            Moreno Baccichet

lunedì 4 marzo 2013

Scarpe & Cervello 2013


La fortezza FVG: dai paesaggi della guerra fredda alle aree militari dismesse

Nell'intento di rendere più concreto il dibattito sulle aree militari dismesse ci è sembrato sensato cercare di costruire una mappa dei siti che sono citati nei decreti  D.Lgs. 24 aprile 2001 - n. 237 e D.Lgs. 2 marzo 2007 - n. 35 *,  che individuano le aree che il Ministero della Difesa ha ritenuto di dismettere.
Il lavoro di riconoscere ed individuare queste aree è stato avviato, ma non è facile procedere al riconoscimento di tutti questi siti sulla base di informazioni assai esigue.
L'idea che quì si intende perseguire è quella di aprire al maggior numero possibile di persone l'accesso alla carta in modo che ognuno per la conoscenza diretta che ha con il territorio possa sia completare i siti mancanti e compresi nell'elenco, sia aggiungerne di nuovi derivanti da una conoscenza diretta dei luoghi, in una perfetta logica di partecipazione attiva.

Per mantenere vivo il dibattito e consentire un dialogo continuo tra i soci è stata attivata una sezione nuova del Forum di Legambiente:

Di seguito espongo la procedura per avere accesso alla mappa e potervi operare:

Prima di tutto chi è interessato deve inviare una email all'indirizzo waltercoletto@gmail.com dove manifesta l'interesse a partecipare al lavoro;

Riceverà una email con il Link per accedere alla cartografia Link che dovrà usare ogniqualvolta intende accedere e modificare la carta;

IMPORTANTE per poter operare all'interno della carta si deve possedere un account Google, per ottenerlo gratuitamente basta connettersi alla pagina:
accounts.google.com

Una volta connesso con l'account google e digitando il link inviato tramite email ci si troverà nella situazione descritta dalla foto qui sotto





In modalità modifica nella videata compaiono tre nuovi oggetti in alto a sinistra sulla mappa  cliccando sul tasto MODIFICA in alto a sinistra si entra in modalità modifica e si può operare sulla mappa.  





Selezionando il terzo elemento da sinistra si apre una tendina che permette di selezionare tre modalità diverse di digitalizzazione,








quella che usiamo per definire le aree è la terza dall'alto.

Una volta perimetrata l'area interessata, facendo coincidere il primo punto del perimetro con l'ultimo, l'area si campisce del colore che abbiamo scelto e compare una scheda a forma di fumetto nella quale si deve digitare il nome dell'area appena perimetrata. Nel riquadro inferiore si possono aggiungere delle note.




E' buona norma durante il lavoro procedere a dei salvataggi: il tasto salva è, durante la fase di modifica, attivo in alto a sinistra.
A lavoro completato digitare il tasto FINE, sempre in alto a sinistra.

Per modificare un'area è sufficiente posizionarsi con il puntatore del mouse sopra l'area e compariranno dei quadratini in corrispondenza dei vertici del perimetro che si possono trascinare, cancellare e aggiungere usando il tasto destro del mouse: comparirà una tendina con i comandi che si possono digitare.
Per eliminare un'area basta posizionarsi sopra la stessa e quando compare la scheda a forma di fumetto digitare la scritta elimina.
Tutto quanto scritto in quest'ultimo punto va eseguito in modalità modifica attiva.



* Elenco redatto ai sensi dei D.Lgs. 24 aprile 2001 - n. 237 e del D.Lgs. 2 marzo 2007 - n. 35

Giallo Manufatto già inserito nella carta

Verde strade o opere non significative
Azzurro opere non trovate

Senza colore quelle ancora da collocare
Elenco delle infrastrutture
1 - Caserma "Giovanni Amadio", Cormons GO
2 - Caserma "E. Toti" (escluso aliquota alloggi), Farra d'Isonzo GO
3 - Caserma "del Fante", Gorizia GO
4 - Caserma "Colinelli", S. Lorenzo Isontino GO
5 - Caserma "Pecorari", Lucinico GO
6 - Caserma "Colombini", Brazzano di Cormons GO
7 - Caserma "Ugo Polonio", Gradisca dìIsonzo GO
8 - Caserma "Molinari", Pordenone PN
9 - Caserma "Dall'Armi", S. Vito al Tagliamento PN
10 - Caserma "623" Sezione magazzino, Sacile PN
11 - Caserma "De Gasperi", Spilimbergo PN
12 - Ex pista carri, Aviano PN
13 - Ex pista carri, S. Quirino PN
14 - Ex pista carri, Roveredo PN
15 - Ex tracciato ferroviario, Cordovado PN
16 - Ex tracciato ferroviario, Morsano al Tagliamento PN
17 - Terreni demaniali, Claut PN
18 - Ex caserma "Girolamo da Sacile", Sacile PN
19 - Caserma S. Giovanni del Tempio Sacile PN
21 - Area retrostante la caserma di polizia denominata "Duchessa d'Aosta", S.M. Maddalena Inferiore TS
22 - Complesso "ex caserma Chiarle", Guardiella TS
23 - Caserma Dardi di Borgo Grotta Gigante, Villa Opicina TS
24 - Deposito munizioni di Borgo Grotta Gigante, Gabrovizza San Primo TS
25 - Ex caserma "III Armata", Cervignano UD
27 - Caserma "Zucchi", Cividale del Friuli UD
28 - Caserma "Lanfranco", Cividale del Friuli UD
29 - Terreno Leicht adiacente Caserma Zucchi Lanfranco, Cividale del Friuli UD
30 - Ex caserma "Ederle" (escluso il Cim), Palmanova UD
31 - Ex forte "Beisner" (Op. n.4), Malborghetto-Valbruna UD
32 - Caserma "D'Incau - Solideo", Malborghetto-Valbruna UD
33 - Caserma "Bertolotti", Pontebba UD
34 - Caserma "Giavitto", Tarcento UD
35 - Ex Forte "Cave del Predil", Tarvisio UD
36 - Caserma "Patissi", Tricesimo UD
37 - Caserma "Friuli", Udine UD
38 - Caserma "Osoppo", Udine UD
39 - Caserma "Piave", Udine UD
40 - Caserma "Brandolin", Aquileia UD
41 - Caserma "Lesa", Basiliano UD
42 - Ex caserma "Bernardini", Cavazzo Carnico UD
43 - Caserma "Lago" (loc. Jalmicco) ed adiacente campo sportivo militare, Palmanova UD
44 - Caserma "Degano", Palazzolo dello Stella UD
45 - Caserma "Fantina", Pontebba UD
46 - Caserma "Jesi", Perteole UD
47 - Ex Fortezza, Palmanova UD
48 - Ex Forte " Beisner", Valbruna UD
49 - Ex Forte "del Predil", Tarvisio UD
50 - Ex albergo "Trieste", Tarvisio UD
52 - Ex caserma Polizia, Duino Auristina TS
53 - Ex caserma Guardia di Finanza, Duino Auristina TS
54 - Ex aerocampo, Prosecco TS
55 - Caserma “Tagliamento” Via delle Alpi, Arzene PN
56 - Area ex polveriera, Casarsa della Delizia PN
57 - Ex casermetta, località Ponte Tagliamento, Pinzano al Tagliamento PN
58 - Ex fortificazioni e mausoleo ai Caduti, località Ponte Tagliamento, Pinzano al Tagliamento PN
59 - Ex caserma “2 Novembre”, Tauriano, Spilimbergo PN
60 - Caserma "Zamparo", Istrago, Spilimbergo PN 74000 mq parco fotovoltaico
61 - Postazione militare sita nel parco di palazzo di Spilimbergo di Sopra, Spilimbergo PN
62 - Ex caserma "Sampaoli", Sequals PN
63 - Ex casermetta di Aurava, S. Giorgio di Richinvelda PN
64 - Ex casermetta di Ligugnana, S. Vito al Tagliamento PN
65 - Ex casermetta sita in golena del fiume Tagliamento, S.Vito al Tagliamento PN
66 - Casermetta ex posto di guardia, Località Russiz, Capriva del Friuli GO
67 - Deposito munizioni, Romans d'Isonzo GO
68 - Ex postazione militare attigua a via D'Annunzio, San Lorenzo Isontino GO
69 - Casermetta località S. Michele del Carso, Savogna d'Isonzo GO
70 -Casermetta località Castel Rubbia, Savogna d'Isonzo GO
71 - Ex caserma, Fogliano Redipuglia GO
72 - Castello di Gorizia, Ex polveriera del Monte Calvario, Gorizia GO
73 - Ex caserma Guardia di Finanza, Gradisca d'Isonzo GO
74 - Ex caserma di Finanza di Mare, Isola Porto Buso, Grado GO
75 - Polveriera di Racchiuso, Attimis UD
76 - Fortificazioni e depositi militari località Cernavoda, Attimis UD
77 - Strada militare “Porzus-Canebola-Subit” e “Subit-Taipana”, Attimis UD
78 - Caserma “Grimaz” e terreni annessi, Attimis UD
79 - Casermetta ex polveriera e postationi di difesa, Lusevera UD
80 - Ex sbarramento difensivo, Manzano UD
81 - Ex caserma “Tinivella”, Moggio Udinese UD
82 Ex polveriera e pista di volo, Mortegliano UD
83 - Area addestramento, Mortegliano UD
84 - Area tiro al segno e case del custode e del tamburo, Osoppo UD
85 - Magazzino Militare, Palmanova UD
86 - Polveriera borgo Cividale, Palmanova UD
87 - Ex polveriera napoleonica, contrada Foscarini, Palmanova UD
88 - Alloggi sottufficiali ex caserma n.4, Palmanova UD
89 - Caserma “Piave”, Palmanova UD
90 - Alloggi per ufficiali ammogliati, Palmanova UD
91 - Alloggi per ufficiali e casa presso la “Gran Guardia”, borgo Aquileia, Palmanova UD
92 - Circolo combattenti, Ex convento cappuccini in via Cavour, Palmanova UD
93 - Ex caserma “Monte Salvo”, Palmanova UD
95 - Caserma “Nadalutti”, Premariacco UD
96 - Caserma “ Nanino”, Reana del Rojale UD
97 - Caserma ex distaccamento 11°Alpini, Resia UD
98 - Caserma Guardia di Finanza, Resia UD
99 - Ex caserma “G. Aprosio”, S. Giorgio di Nogaro UD
100 - Caserma "Margareth", ex deposito munizioni, S.Giorgio di Nogaro UD
101 - Palazzina ex alloggi ufficiali, Villa Vicentina UD
102 - Caserma “L.Sbaiz”, Borgo Piave, Visco UD
103 - Ex installazioni militari, Bordano UD
104 - Strada militare M.Tenchia, Cercivento UD
105 - Ex magazzino militare in via Garibaldi, Cervignano del Friuli, Ud Caserma Pasubio
107 - Fabbricato ex militare, Dignano UD
108 - Ex casermetta a sella Sompdogna, Dogna UD
109 - Ex caserma situata fuori della frazione di Canebola, Faedis UD
110 - Ex caserma Radaelli, Latisana UD
111 - Ex caserma “Paravano”, Pavia di Udine UD
112 - Terreni ex militari, San Vito al Torre UD
113 - Area ex caserma “Marussig”, Venzone UD
114 - Ex fortezza con annesso terreno, Cavazzo Carnico UD
115 - Ex caserma “Miany – Gruppignano”, Cividale del Friuli UD
116 - Immobile ex militare, Forni di Sopra UD
117 - Area ex caserma 8°Alpini, Gemona del Friuli UD
118 - Area Laser, Terreni militari, Gemona del Friuli UD
119 - Ex caserma “Zanibon”, Pontebba UD
120 - Edifici ad uso caserme, Pontebba UD
121 - Ex prefabbricati “Caserma Fantina”, Pontebba UD
122 - Ex casermetta Srudena Bassa con area di pertinenza. Pontebba UD
123 - Ex casermetta “Corpo di guardia di Tratte”, Pontebba UD
124 - Ex fortino "Passo Pramollo", Pontebba UD
125 - Ex fortini militari, Preone UD
126 - Area utilizzata per esercitazioni militari in località Cerneglons, Remanzacco UD
127 - Ex forte “Col Roncon”, Rive d'Arcano UD
128 - Ex casermetta militare, Taipana UD
129 - Ex casermetta militare, in fraz. Platischis, Taipana UD
130 - Capannoni ex autocentro militare, magazzini presidiari, Tolmezzo UD
131 - Ex polveriera di Pissebus, Tolmezzo UD
132 - Nuovo poligono di tiro, Tolmezzo UD
133 - Ex polveriera di Illegio, Tolmezzo UD
134 - Abitazioni militari di Illegio (2 alloggi), Tolmezzo UD
135 - Ex forte “Ca' Modeano”, Palazzolo dello Stella UD
136 - Ex caserma “Maronese”, Paularo UD
137 - Ex caserma “Monte Zermula” Paularo UD
138 - Opere fortificate, Paularo UD
139 - Fortificazioni, Villa Santina UD
140 - Bosco e probabili manufatti militari, Villa Santina UD
141 - Strada militare “Liariis-Monte Zoncolan”, Ovaro UD
144 - Caserma “Urlì” di via Pasubio, Tarcento UD
145 - Caserma Abba Candotti (ex deposito misto), Codroipo UD
146 - Ex deposito munizioni Forte Beano, Codroipo UD
147 - Forte Beano, Codroipo UD
148 - Polveriera Coseat – Brunner, Codroipo UD
149 - Casermetta Case Badino, Corno di Rosazzo UD
150 - Ex area addestrativa “Radio Faro”, Sacile PN (indicato in prov. Di Padova)
151 - Ex aerocampo, Pasian di Prato UD
153 - Ex base missilistica - Terzo di Aquileia (UD)
154 - Ex caserma Trieste - Casarsa la Delizia (PN)
155 - Ex area lanci nike - Plasencis, Mereto di Tomba (UD)

sabato 20 ottobre 2012

“Tutto è santo. Non c’è niente di natuale nella natura”: Il paesaggio mitico e arcaico della Medea di Pasolini a Grado


In collaborazione con l’associazione “Graisani de Palù”
21 ottobre 2012


Percorso
L’escursione prevede di raggiungere il confine meridionale della Laguna di Grado con una motobarca e di compiere poi alcuni sopralluoghi a piedi sbarcando a Motta Safon e ad Anfora, a Porto Buso. Diversamente dal solito la maggior distanza la percorreremo con una imbarcazione, mentre le due escursioni a piedi previste saranno relativamente brevi.

Tempo di percorrenza: 7 ore
Si tratta di un’escursione priva di difficoltà se non per il tratto del molo foraneo.  Dislivello: 0m

Motivazioni per la scelta dell’itinerario                             
Pier Paolo Pasolini per iniziare Il suo film sul mito, La Medea, scelse un luogo in cui lo spazio e il paesaggio potesse rimandare a un tempo arcaico e privo di sovrastrutture culturali e fisiche, primordiale ed etereo, tanto da porre il problema del soprannaturale. Un ambiente che frequentò per un lungo periodo dopo che Zigaina glielo fece scoprire.
Il paesaggio rarefatto e all’epoca molto meno frequentato di oggi viene preso a pretesto dal regista per iniziare a dipanare la trama di un racconto, quello che l’uomo-cavallo fa al bimbo che scorge nel paesaggio solo la naturalità e va educato a riconoscere il sacro che sta sopra a questa natura. Pasolini si confronta con uno spazio abitato e modellato dall’uomo con pochissima energia e quindi apparentemente naturale. La stessa forma delle costruzioni temporanee rimanda a una immanente ‘preistoria’. Il casone attorno al quale si girano le prime scene de La Medea testimonia una continuità culturale applicata a un ambiente primordiale. Le riprese di Pasolini non mostrano il paesaggio reale e i concreti rapporti quotidiani con l’uomo che lo abita e lo attiva.
L’escursione ci darà anche il modo di leggere come il territorio sta cambiando nella nostra contemporaneità. L’esperienza turistica proposta ad Anfora con l’albergo diffuso, l’aumento del traffico turistico in relazione ai nuovi posti barca costruiti a San Giorgio di Nogaro, l’abbandono delle valli e dei lavorieri, i problemi di generale manutenzione al sistema canalizio e delle difese a mare saranno oggetto di osservazione e dibattito durante l’escursione e l’esplorazione del territorio.



Pasolini e Zigaina di fronte al casone Safon

Pasolini che dipinge di fronte al casone

L’interno di Casone Safon nelle riprese del film

Descrizione del percorso           
L’escursione inizierà a Grado dove saliremo su una motobarca che ci permetterà di raggiungere il confine meridionale della Laguna di Grado vicino a Porto Buso. Nel tragitto avremo modo di porci il problema dell’orientamento utilizzando i grandi Landmark di un territorio sostanzialmente piatto: il campanile di Barbana, il profilo della Grado moderna, gli impianti industriali di Torviscosa e San Giorgio di Nogaro, le torri edilizie di Lignano. Durante la lunga traversata avremo modo di confrontare cartografie moderne con quelle storiche per renderci conto delle modifiche che negli ultimi anni stanno verificandosi a seguito dei processi di erosione e di deposito. L’erosione non riguarda solo i fini sedimenti lagunari ma anche la presenza stessa delle attività umane in laguna. L’allevamento in valle ormai ha un valore residuale e la trasformazione di molti casoni in seconde case sta minando la stabilità di un disegno paesaggistico di lunga tradizione. Persino l’arginello sul quale è stata girata una celebre scena pasoliniana sta perdendo consistenza anno dopo anno in mancanza di una manutenzione che già all’epoca delle riprese non veniva più riattivata.
Il dosso del casone sul quale Pasolini girò le sue prime scene del film è quasi completamente naturalizzato e manca di molti dei segni di una presenza umana legata alla produzione. Il suo paesaggio anticipa quello che ormai è accaduto in molti altri settori della laguna. L’abbandono delle attività primarie mette in crisi a volte l’esistenza stessa del poco suolo che compone l’isola lasciando quei sedimenti in balia dell’infaticabile azione delle maree.
Pasolini nel suo film non mostra un paesaggio “vero” ma ne coglie alcuni caratteri funzionali al racconto. Non mostra i vicini insediamenti industriali, il villaggio temporaneo di Anfora ricostruito durante il periodo fascista e nemmeno l’imponente struttura dei moli foranei che proprio allora cominciava a costruire una barriera per le correnti marine che trasportano le sabbie. Proprio a poca distanza dal casone che lo ospitava le dinamiche naturali stavano costruendo un grande scanno sabbioso che poco alla volta sarebbe stato colonizzato dalla vegetazione con un processo assolutamente naturale.
L’ambiente capace di evocare uno spazio mitico si trovava già allora all’interno di un mosaico di ambienti che interpretavano anche in laguna la modernità.
Gli amici dei “Graisani di Palù” ci accompagneranno nella visita al casone che è stato recentemente ricostruito dall’associazione a seguito di alcuni decenni di abbandono della struttura. L’edificio è radicalmente diverso da quello frequentato da Pasolini e dalla Callas, ma gli spazi esterni sono ancora quelli descritti nel film. Da qui con l’imbarcazione raggiungeremo il litorale attraccando ad Anfora. Quest’isola fortemente insediata dai pescatori di Grado è stata riorganizzata in periodo fascista con la costruzione di quello che voleva essere un villaggio moderno di pescatori. La tipologia edilizia mostra un tipo estraneo alla tradizione e per la prima volta nella laguna di Grado i ricoveri per i pescatori furono costruiti in muratura portante e non in legno e canna palustre. Insieme alla borgata di Sdobba, al lato opposto della laguna, quello di Anfora è un esempio unico di riorganizzazione urbanistica delle strutture per la pesca.
Da Anfora proseguiremo a piedi lungo l’originario bordo della laguna e le difese a mare rinforzate dopo le grandi mareggiate degli anni ’60. Cercheremo di percorrere questo strano ambiente che fa da confine a ovest con un esteso sistema di valli da pesca poco utilizzate e verso mare da un ambiente di, stagni, scanni e depositi consolidati e colonizzati dalla vegetazione spontanea. Qui ogni segno umano sembra una memoria archeologica e non è chiaro fino a dove riusciremo ad arrivare in questa esplorazione a causa della vegetazione spontanea, del clima e delle maree della giornata.
Rientreremo poi al villaggio di Anfora per poi risalire un breve tratto dei pennelli rocciosi del molo foraneo e fruire di una diversa prospettiva sullo scanno sabbioso, e sul mare aperto.


Bibliografia utile
http://www.youtube.com/watch?v=kvRLjg6jsCA Si può vedere l’inizio della Medea con le scene girate nella Laguna di Grado.
http://graisani.blogspot.it/ Blog ricco di informazioni sulla Laguna di Grado e sull'attività dell'associazione che ci ospiterà a Safon
Claudio Magris, Microcosmi, Milano, Garzanti, 1997

venerdì 19 ottobre 2012

Come organizzare un uscita di Scarpe & Cervello

Ogni anno entro la metà di novembre il gruppo di lavoro che sovrintende alla campagna di esplorazione del territorio denominata Scarpe & Cervello, propone il tema per l'anno seguente.
Entro la fine di Febbraio è possibile per chiunque sia iteressato proporre un uscita da inserire nel pacchetto che formerà la campagna dell'anno seguente.
Le uscite proposte dovranno tener conto di tutti gli aspetti che sono peculiari da anni dell'attività di Scarpe&Cervello, pertanto dovranno contenere sia le motivazione che conducono a quella scelta, ma anche l'itinerario materializzato in una cartografia e prevedere anche i punti di ritrovo e la tempistica.

A titolo puramente esemplificativo di seguito si riporta un piccolo vademecum su come si prepara un uscita di Scarpe e Cervello.

Pianificazione
Un uscita non si inventa si pianifica, quindi bisogna capire quanto l'itinerario proposto sia attinente al tema proposto per l'anno in corso e rispetto a questo si deve attivare una ricerca che tenga conto della storia, della geografia, della geologia, dei luoghi attraversati. Ovviamente i luoghi attraversati sono argomento interessante al di la del tema della gita, pertanto è importante detenere quante più informazioni possibili su di essi;



 La raccolta di informazioni si fa insieme costituire un gruppo di lavoro è sempre meglio.


I documenti che portano alla conoscenza di un
luogo sono i più vari.

Testi di storia locale



Carte Geologiche.



                                                       Carte catastali e storiche

Il sopralluogo.
Come lo studio e la raccolta dei documenti è utile ad una conoscenza maggiore di un luogo, ancor di più la lettura del documento paesaggio è fondamentale per il tipo di approccio che S&C porta aventi da anni pertanto un sopralluogo sull'itinerario prescelto non ha solo la finalità di verificare la transitabilità dei luoghi, ma è una prima occasione di valutale il documento che verrà sottoposto ai partecipanti della camminata ed un primo momento di individuazione delle emergenze territoriali che andranno adeguatamente sviluppate.



Verificare gli itinerari 

                    Definire le emergenze e cartografarle




Raccogliere informazioni e immagini 










Esperti, conoscitori dei luoghi.
Non sempre tutti sanno tutto, così può essere utile cooptare nell'iniziativa persone che hanno competenze particolari o saperi esperti inerenti le tematiche che vorremmo sviluppate l'ungo l'itinerario. Questi esperti potranno essere anche presenti solo in alcuni momenti dell'iniziativa.

                           Spesso gli esperti sono tra di noi.

E' interessante scoprire di imparare camminando.








Le informazioni utili spesso arrivano nei modi più
inaspettati.






Logistica.
Non di meno, l'attività che si propone ha delle problematiche logistiche che non vanno trascurate, si deve individuare un punto di partenza facilmente raggiungibile, con un adeguata dotazione di posti macchina, si devono individuare tempi e modi di rientro, non sempre è possibile compiere un anello con partenza e rientro nello stesso posto.
Fondamentale è anche la definizione della durata della gita che deve tener conto delle soste per le spiegazioni ed il pasto lungo l'itinerario.






I luoghi di ritrovo devono avere spazi adeguati
non possiamo prevedere precisamente chi e come arriverà.