mercoledì 18 settembre 2013

La caserma che diventa un impianto fotovoltaico e la polveriera abbandonata: da Vacile a Sequals

Scarpe & Cervello 2013 - La “fortezza” FVG

Domenica 22 settembre

Ritrovo ore 9,30 a Vacile di fronte alle ex caserme, lungo la strada che collega Spilimbergo a Lestans


Il parco fotovoltaico costruito all’interno del recinto della ex caserma di Vacile

Percorso

L’uscita prevista per la provincia pordenonese prevede di attraversare i territori dell’alta pianura, quelli che un tempo erano delle vastissime praterie pubbliche dei magredi. Qui si addestravano, all’inizio del Novecento, i reparti di cavalleria dell’esercito sabaudo. La cavalleria velocemente si trasformò e modernizzò con l’uso dei mezzi corrazzati e le popolazioni di queste zone per decine di anni hanno fatto i conti con l’invadenza delle colonne motorizzate dell’Ariete che manovravano su vastissime superfici residuali di territori magredili. 
Con questa escursione avremo modo di incontrare delle buone pratiche di riuso, ma anche due siti del tutto abbandonati: la polveriera di Travesio della quale non è chiaro cosa il ministero della difesa voglia fare e la Caserma di Sequals ormai desolatamente abbandonata dirimpettaia alla piccola zona industriale del paese.
Tempo di percorrenza: 7 ore
Grado di difficoltà: nessuno e, a  parte la lunghezza, è adatta a tutti
Prenotazione

Motivazioni per la scelta dell’itinerario     

Dopo aver visto l’organizzazione spaziale delle difese che sarebbero state garantite dai battaglioni d’arresto, cercheremo di comprendere il ruolo di una seconda linea di resistenza che sulla destra del Tagliamento era organizzata in un modo molto diffuso attorno alle principali direttrici dell’ipotetica invasione veloce dei mezzi corazzati del patto di Varsavia. Le linee difensive del Torre e del Tagliamento dovevano rendere difficile il guado e concentrare le attenzioni del nemico sui pochi ponti posti lungo il fiume. I ponti di Pinzano, Dignano, Casarsa, Madrisio e Latisana erano i colli di bottiglia verso i quali, presumibilmente, si sarebbe lanciata l’offensiva militare nemica con le colonne motorizzate. Oltre il fiume furono distribuite anche le difese motorizzate italiane, quelle che a distanza di circa una giornata da una presunta invasione dovevano essere in grado di ingaggiare battaglia con i primi corpi degli invasori.
Le pianure friulane, nella strategia dei militari, diventavano lo scenario per una battaglia di grandi proporzioni con mezzi corazzati, ed è in quest’ambiente che i reparti dell’Ariete e quelli dell’artiglieria si esercitavano alla guerra elaborando le tecniche di combattimento più efficaci.
L’escursione ci permetterà di cogliere il rapporto tra le strategie di localizzazione delle caserme, tutte poste nei pressi dei centri urbani e quelle delle polveriere, poste distanti dalle prime e organizzate per garantire veloci rifornimenti ai campi di battaglia.

Descrizione del percorso   

La caserma in attività
Il ritrovo per la partenza avviene in un punto particolare della pianura  spilimberghese, dove le terre appena riordinate cominciavano a essere coltivate con mezzi meccanici, al bordo degli antichi campi posti a sud del villaggio medievale di Vacile. Qui sorse una delle più grandi caserme della pedemontana dedicata all’udinese Giobatta De Gasperi per ospitare i reparti di artiglieria che avrebbero affiancato i carristi nella difesa.
La caserma di Vacile era una cittadella militare in mezzo alla campagna e noi ci incontreremo nel piazzale asfaltato di fronte all’ingresso che un tempo era pieno delle auto di militari e ufficiali che arrivavano al presidio con mezzi propri.


Planimetria della caserma e definizione delle destinazioni d’uso nell’ultimo periodo della sua attività

L'organizzazione della caserma

1 Porta carraia principale                             
2 Comando Gruppo                                    
3 Mensa e circolo Ufficiali
4 Alloggi Sott.Uff. e magazzino casermaggio
5 Campo da tennis
6 Cinema
7 Piazzale dell'adunata
8 Mensa truppa
9 Campo da calcio
10 S.a.s.t. (striscia addestrativa)
11 Poligono carabina
12 Campo da tennis
13 Campo da palla canestro
14 Ricovero veicoli
15 Officina meccanica Batt. Logistico
16 Capannone minuto-mantenimento
17 Campo da tennis
18 Infermeria
19 17^ Batteria
20 18^ Batteria
21 Bcs Batteria Comando e servizi
22 Spaccio truppa
23 Compagnia Battaglione Logistico
24 Compagnia Battaglione Logistico
25 Compagnia Battaglione Logistico
26 Riserva munizioni (polveriera)
27 Capannone ricovero radar
28 Capannone ricovero "Quadrinate Browning"
29 Ricovero veicoli
30 Ricovero veicoli
31 Grande Officina meccanica Batt. Log.
32 Il grande serbatoio raccolta acqua piovana
33 Pedana per la manutenzione dei veicoli
34 Pedana per la manutenzione dei veicoli
35 Ufficio carburanti
36 Serbatoi e pompe rifornimento carburanti
37 Officina mezzi militari del Gruppo
38 Officina mezzi militari del Gruppo
39 Ricovero veicoli
40 Ricovero veicoli
41 Capannone Battaglione Logistico
42 Porta carraia secondaria

http://www.grudine.it/Notizia10.html

Come si può notare l’organizzazione della caserma era molto complessa e prevedeva che all’interno del grande recinto convivessero soldati, mezzi e una piccola riservetta di polvere da sparo. L’abbandono degli immobili alla metà degli anni ’90 ha provocato un rapido degrado degli edifici e dei piazzali pavimentati. L’area fu utilizzata recentemente anche come scenario per giochi di guerra, sollevando non poche polemiche. Pervenuta nelle disponibilità del comune di Spilimbergo, l’amministrazione ha pensato bene di procedere a una generale riconversione del complesso militare bandendo un concorso per realizzare, al posto delle caserme, un grande parco fotovoltaico.


La caserma di Vacile in abbandono

Oggi i lavori sono sostanzialmente completati. Quasi tutti i fabbricati sono stati demoliti e le loro macerie sono state distribuite sui piazzali. Su questa superficie artificiale la ditta che aveva vinto il bando ha distribuito un numero impressionante di pannelli fotovoltaici costruendo di fatto il più vasto parco fotovoltaico della provincia di Pordenone. I pannelli sono difficilmente percepibili dal basso perché la conservazione dell’originario recinto murario continua a tenere separato questo spazio dalla campagna circostante. Questa che si presenterà ai nostri occhi può essere considerata una buona pratica?
Il fatto che nessun elemento memorialistico della storica caserma sia stato conservato può essere stato un errore rispetto alla grande affezione che ancora oggi si percepisce nei confronti della De Gasperi sui blog degli ex-militari?
Sono questioni che discuteremo durante l’escursione.
 
Il paesaggio agrario ai bordi dei riordini agrari
Dalla De Gasperi inizieremo un percorso che ci condurrà verso le colline di Sequals attraversando territori agricoli molto diversi tra loro. Passeremo a fianco di suoli che presentano ancora i segni di disegni agrari medievali, conservati ai bordi dei riordini novecenteschi delle grandi pianure. In questi territori riordinati i segni della viabilità e del particellare sono ampi e rettilinei, ma all’interno di questo paesaggio apparentemente banale si rintracciano elementi di valore e spazi assoggettati a successive riorganizzazioni, come quella della grande lottizzazione industriale che sfioreremo. Un’area produttiva mai saturata che oggi vive momenti di maggiore crisi e che presenta al suo interno molti spazi occupati ormai da processi di colonizzazione vegetale del tutto spontanei.
In modo non diverso negli ultimi anni sta nascendo in queste aree, un tempo dotate di copertura erbacea e poi adattate alla coltivazione del mais, un nuovo paesaggio delle vigne industrializzate. Vigneti con impianti fitti e molto strutturati e irrigati artificialmente dove le principali fasi di lavorazione delle viti è ricondotta all’uso delle macchine.
Vigna di nuovo impianto che esalta nella rigidezza dell’impianto le micro morfologie di origine alluviale
Un'altra struttura che potremo notare per la sua dimensione estensiva è il grande impianto industriale della Pravisani Esplosivi, posto sul confine tra Spilimbergo e Sequals. Anche questo impianto sorse in aperta campagna nel 1968 per produrre emulsioni esplosive e non è un caso che l’ufficio commerciale della Pravesani si trovi nel Bergamasco, zona specializzata nella costruzioni di armi. L’azienda è un ampio recinto impenetrabile dove i molti edifici sono posti a una certa distanza gli uni dagli altri per ridurre i rischi di esplosioni a catena.
Dalla Pravesani ci dirigeremo verso la campagna di Sequals cogliendo l’impressione di paesaggi sempre più complessi, sia dal punto di vista morfologico, sia da quello antropologico. Percorrendo un sentiero e poi alcune stradine campestri arriveremo in vista dell’antica palude di Sequals, un ampio territorio bonificato segnato dal ristagno delle acque dovuto alla morfologia che all’epoca delle glaciazioni avevano assunto il Meduna pensile e i suoi depositi.

La fabbrica di esplosivi in mezzo alla campagna
Elementi di paesaggio agrario della campagna di Sequals
Superando una piccola forcella dei colli di Sequls scenderemo nella piana sovralluvionata di Toppo e Travesio sfiorando la grande polveriera abbandonata e oggetto di una presunta bonifica.

La polveriera abbandonata di Travesio inserita in una piccola vallecola tra i colli per poter essere meglio mimetizzata nel caso di bombardamenti aerei
Quando era in funzione questa polveriera, che occupa una varice nella continuità del sistema collinare, era davvero impressionante. Le recinzioni e le torrette di controllo raggiungevano i bordi del bosco e la notte il perimetro del recinto veniva rischiarato da decine di fari. Oggi invece l’abbandono regna sovrano e per certo se una bonifica c’è stata questa non ha certo riguardato le opere architettoniche e di recinzione dell’impianto militare.
Da qui, in vista del bellissimo castello di Toppo e di quello ormai dissolto di Travesio ci dirigeremo a ovest lungo l’antica strada di Santa Fosca per raggiungere Solimbergo.
Da qui saliremo all’omonimo castello basso medievale che visitammo nel 2003 durante l’edizione di Scarpe & Cervello dedicata ai paesaggi medievali.
Da qui scenderemo a Sequals attraversando tutto il paese di Primo Carnera per chiudere l’escursione di fronte alla caserma abbandonata e di proprietà comunale.

Per partecipare

La passeggiata si svilupperà lungo sentieri, alcuni collinari, e stradine. Il tratto che ci permetterà di scavalcare la collina di Sequals lo faremo su terreno argilloso e fuori sentiero. Visto che l’umidità potrebbe creare dei problemi si consiglia l’uso di scarpe da escursione che avvolgano la caviglia e un abbigliamento “a cipolla”.
Lasceremo alcune auto a Sequals e provvederemo poi a riaccompagnare gli autisti a Vacile.
L’escursione prevede una camminata lenta di circa sette ore priva di difficoltà.  Chi viene con i figli è pregato di prestare a loro le dovute attenzioni.
Vi raccomandiamo un abbigliamento conforme alla stagione variabile soprattutto in considerazione delle previsioni del tempo.
Per i problemi finanziari dell’associazione le escursioni di Scarpe & Cervello non saranno più gratuite, ma sottoposte a una quota di rimborso spese per compensare i costi organizzativi. I non iscritti pagheranno 5 euro mentre gli iscritti 3. Per i bambini rimane tutto gratuito.
Numero massimo di adesioni: cinquanta con obbligo di prenotazione.
Per il tuo smartphone

Per informazioni e prenotazioni:
Moreno Baccichet: 043476381, oppure 3408645094, bccmrn@unife.it
Legambiente del Friuli Venezia Giulia: 0432 295483, info@legambientefvg.it, in orario d’ufficio.
La tessera di Legambiente: per partecipare all'iniziativa non è obbligatorio essere iscritti a Legambiente seppure, per i nostri interessi generali, questa adesione sia caldeggiata.
Coloro che infatti sono soci di Legambiente sono coperti da assicurazione sia nel caso procurino un danno a terzi, sia in caso di infortunio.
Non sono assicurati i “non Soci” che partecipano alle iniziative e che dovessero infortunarsi, lo sono solo se la responsabilità del loro danno è riconducibile al Circolo o ad un Socio del Circolo stesso.
Il pranzo di norma sarà frugale e al sacco. Dove precisato ci sarà la possibilità di accedere a forme di ospitalità locale di qualità fruendo di locali e ristori dotati di un particolare valore aggiunto. Ogni partecipante penserà a sé, ma se qualcuno porta vino e dolci anche per gli altri sarà particolarmente apprezzato.

6 commenti:

  1. Due settimane di guardie in questa polveriera nel a cavallo tra il 1983/84, 365 gradini per salire sull'altana 1, ho fatto le guardie anche con 20 gradi sotto zero. che tempi, era un mondo molto migliore dello schifo attuale

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  2. Sono arrivatoin questa caserma agosto 1976 sono andato in congedo Luglio1976 era il periodo del terremoto in Friuli caserma nuova ma tutto lesionato per mesi abbiamo dormito nei camion militari andavamo ha soccorrere i terremotati, nonostante questo disagio eravamo molto felici noi giovani militati di quel periodo oggi sapere che questa caserma non c'è piu' mi rattrista i cuore. Giovanni Piscopo napoletano del 1956

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  3. Bella caserma ci sono arrivato nel 76 da 1 anno inaugurata il terremoto del Friuli propio nel 76 la.lesiono'tutta noi per mesi abbiamo dormito nei camion militari nonostante il freddo e' stata dura però nonostante questo noi eravamo felici. Oggi sapere che questa caserma.non c'e' piu' mi rattrista molto.

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  4. 2° scaglione 1984 compagnia Genio Pionieri con il mitico Ten. Boccamazzo. Bei tempi...

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