In collaborazione con
l’associazione “Graisani de Palù”
21 ottobre 2012
Percorso
L’escursione prevede di raggiungere il confine meridionale
della Laguna di Grado con una motobarca e di compiere poi alcuni sopralluoghi a
piedi sbarcando a Motta Safon e ad Anfora, a Porto Buso. Diversamente dal
solito la maggior distanza la percorreremo con una imbarcazione, mentre le due
escursioni a piedi previste saranno relativamente brevi.
Tempo di percorrenza: 7 ore
Si tratta di un’escursione priva di difficoltà se non per il
tratto del molo foraneo. Dislivello: 0m
Motivazioni per la
scelta dell’itinerario
Pier Paolo Pasolini per iniziare Il suo film sul mito, La
Medea, scelse un luogo in cui lo spazio e il paesaggio potesse rimandare a un
tempo arcaico e privo di sovrastrutture culturali e fisiche, primordiale ed
etereo, tanto da porre il problema del soprannaturale. Un ambiente che
frequentò per un lungo periodo dopo che Zigaina glielo fece scoprire.
Il paesaggio rarefatto e all’epoca molto meno frequentato di
oggi viene preso a pretesto dal regista per iniziare a dipanare la trama di un
racconto, quello che l’uomo-cavallo fa al bimbo che scorge nel paesaggio solo
la naturalità e va educato a riconoscere il sacro che sta sopra a questa
natura. Pasolini si confronta con uno spazio abitato e modellato dall’uomo con
pochissima energia e quindi apparentemente naturale. La stessa forma delle
costruzioni temporanee rimanda a una immanente ‘preistoria’. Il casone attorno
al quale si girano le prime scene de La Medea testimonia una continuità
culturale applicata a un ambiente primordiale. Le riprese di Pasolini non
mostrano il paesaggio reale e i concreti rapporti quotidiani con l’uomo che lo
abita e lo attiva.
L’escursione ci darà anche il modo di leggere come il
territorio sta cambiando nella nostra contemporaneità. L’esperienza turistica
proposta ad Anfora con l’albergo diffuso, l’aumento del traffico turistico in
relazione ai nuovi posti barca costruiti a San Giorgio di Nogaro, l’abbandono
delle valli e dei lavorieri, i problemi di generale manutenzione al sistema
canalizio e delle difese a mare saranno oggetto di osservazione e dibattito
durante l’escursione e l’esplorazione del territorio.
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Pasolini e Zigaina di fronte al casone Safon |
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Pasolini che dipinge di fronte al casone |
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L’interno di Casone Safon nelle riprese del film |
Descrizione del
percorso
L’escursione inizierà a Grado dove saliremo su una motobarca
che ci permetterà di raggiungere il confine meridionale della Laguna di Grado
vicino a Porto Buso. Nel tragitto avremo modo di porci il problema
dell’orientamento utilizzando i grandi Landmark di un territorio
sostanzialmente piatto: il campanile di Barbana, il profilo della Grado
moderna, gli impianti industriali di Torviscosa e San Giorgio di Nogaro, le
torri edilizie di Lignano. Durante la lunga traversata avremo modo di
confrontare cartografie moderne con quelle storiche per renderci conto delle
modifiche che negli ultimi anni stanno verificandosi a seguito dei processi di
erosione e di deposito. L’erosione non riguarda solo i fini sedimenti lagunari
ma anche la presenza stessa delle attività umane in laguna. L’allevamento in
valle ormai ha un valore residuale e la trasformazione di molti casoni in
seconde case sta minando la stabilità di un disegno paesaggistico di lunga
tradizione. Persino l’arginello sul quale è stata girata una celebre scena pasoliniana
sta perdendo consistenza anno dopo anno in mancanza di una manutenzione che già
all’epoca delle riprese non veniva più riattivata.
Il dosso del casone sul quale Pasolini girò le sue prime
scene del film è quasi completamente naturalizzato e manca di molti dei segni
di una presenza umana legata alla produzione. Il suo paesaggio anticipa quello
che ormai è accaduto in molti altri settori della laguna. L’abbandono delle
attività primarie mette in crisi a volte l’esistenza stessa del poco suolo che
compone l’isola lasciando quei sedimenti in balia dell’infaticabile azione
delle maree.
Pasolini nel suo film non mostra un paesaggio “vero” ma ne
coglie alcuni caratteri funzionali al racconto. Non mostra i vicini
insediamenti industriali, il villaggio temporaneo di Anfora ricostruito durante
il periodo fascista e nemmeno l’imponente struttura dei moli foranei che
proprio allora cominciava a costruire una barriera per le correnti marine che
trasportano le sabbie. Proprio a poca distanza dal casone che lo ospitava le
dinamiche naturali stavano costruendo un grande scanno sabbioso che poco alla
volta sarebbe stato colonizzato dalla vegetazione con un processo assolutamente
naturale.
L’ambiente capace di evocare uno spazio mitico si trovava
già allora all’interno di un mosaico di ambienti che interpretavano anche in
laguna la modernità.
Gli amici dei “Graisani di Palù” ci accompagneranno nella
visita al casone che è stato recentemente ricostruito dall’associazione a
seguito di alcuni decenni di abbandono della struttura. L’edificio è radicalmente
diverso da quello frequentato da Pasolini e dalla Callas, ma gli spazi esterni
sono ancora quelli descritti nel film. Da qui con l’imbarcazione raggiungeremo
il litorale attraccando ad Anfora. Quest’isola fortemente insediata dai
pescatori di Grado è stata riorganizzata in periodo fascista con la costruzione
di quello che voleva essere un villaggio moderno di pescatori. La tipologia
edilizia mostra un tipo estraneo alla tradizione e per la prima volta nella
laguna di Grado i ricoveri per i pescatori furono costruiti in muratura
portante e non in legno e canna palustre. Insieme alla borgata di Sdobba, al
lato opposto della laguna, quello di Anfora è un esempio unico di
riorganizzazione urbanistica delle strutture per la pesca.
Da Anfora proseguiremo a piedi lungo l’originario bordo
della laguna e le difese a mare rinforzate dopo le grandi mareggiate degli anni
’60. Cercheremo di percorrere questo strano ambiente che fa da confine a ovest
con un esteso sistema di valli da pesca poco utilizzate e verso mare da un
ambiente di, stagni, scanni e depositi consolidati e colonizzati dalla
vegetazione spontanea. Qui ogni segno umano sembra una memoria archeologica e
non è chiaro fino a dove riusciremo ad arrivare in questa esplorazione a causa
della vegetazione spontanea, del clima e delle maree della giornata.
Rientreremo poi al villaggio di Anfora per poi risalire un
breve tratto dei pennelli rocciosi del molo foraneo e fruire di una diversa
prospettiva sullo scanno sabbioso, e sul mare aperto.
Bibliografia utile
http://www.youtube.com/watch?v=kvRLjg6jsCA
Si può vedere l’inizio della Medea con le scene girate nella Laguna di Grado.
http://graisani.blogspot.it/ Blog ricco di informazioni sulla Laguna di Grado e sull'attività dell'associazione che ci ospiterà a Safon
Claudio Magris, Microcosmi, Milano, Garzanti, 1997
Claudio Magris, Microcosmi, Milano, Garzanti, 1997